Wake me up when september ends

Forse le motivazioni che spingevano i green day a cantare questa canzone erano un tantino diverse da quelle di Vicky, ma nonostante tutto a lei veniva sempre in mente, in settembre, quando si sentiva un po’ in crisi.
Alla fine dopo le vacanze riparte l’anno, è il periodo in cui ricomincia la scuola e quest’anno ci sarebbero andati tutti e due i bambini, ed è anche il periodo per cercare un nuovo lavoro, che poi forse l’aveva anche trovato, o almeno una specie.

Infatti tramite un’amica (non funziona sempre così?) aveva iniziato una collaborazione per una rivista, avrebbe fatto da ghost writer per una scrittrice che settimanalmente pubblicava una storiella a puntate, su un noto giornale femminile.

“La voglio un po’ Carrie Bradshaw, ma senza tutto quel sesso, deve essere totalmente indipendente così le ragazze giovani si possono identificare, poi vorrei anche fosse un po’ sfigata in amore così ci si appassionano le zitelle. Tu sei psicologa?”

“Ehm no, ho fatto un po’ si sociologia… ma temo non sia la stess…”

“Comprati qualche libro di auto-aiuto e frequenta i luoghi pubblici, così troverai ispirazione, perché lei sarà una psicologa!”

Era leggermente terrorizzata dalla situazione, ma la sua amica credeva così tanto in lei che si era fatta forza per andare al colloquio, in effetti non aveva mai pensato di saper scrivere, però con tutta la fantasia che aveva era sensato tentare la strada della scrittura.
Nacque così “L’angolo di Sandra: i racconti semi seri di una neo psicologa in cerca d’amore.”.

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Le vite degli altri

Era di nuovo tempo di vacanza, questa volta avevano optato per una più confortevole casetta di legno decorata a tele di ragno con baby dance incorporata, vista la vicinanza con la piscina. Questa volta il paesaggio offriva una fresca pineta, sotto la quale sorgevano placide due tende canadesi oltre le quali si ergeva una seconda fila di casette in legno. Proprio di fronte a quella di Vichi, anche questa volta, quasi fosse uno scherzo c’era un vicino molto interessante.
Un uomo moro, atletico e imperturbabile che mangiava impassibile mele rosse a torso nudo con tatuaggio tribale in evidenza, mirando l’infinito, nonostante i 10 gradi con vento gelido che c’erano in quel anomalo pomeriggio di agosto.
Iniziava così questa nuova vacanza, dopo un periodo un po’ frustrante, pieno di pensieri, presuntuoso di vite che Vichi non avrebbe potuto mai avere.“Dovrei farmi la doccia, così magari elimino quel morbido e vaporoso riportino di capelli volanti che si è creato durante il viaggio…” pensava Vichi guardandosi allo specchio deformato di quel minuscolo bagno, poi uscì di nuovo e si mise sulla sedia a sdraio davanti, scrutando gli altri villeggianti.
C’erano molti bambini piccoli, più piccoli dei suoi, che sembrano rilassati, erano tutti figli unici questo è vero, ma non si sentivano grida, pianti, rimproveri, niente di niente. C’era solo tranquillità e sorrisi, mentre i rimproveri di Vichi e Giulio venivano spesso silenziati dando vita a volti tesi. E non si trattava di paragonare la propria vita con quella di Instagram mostrata dagli altri, questa era vita vera, e ce l’aveva davanti agli occhi.
Abbassò lo sguardo, i suoi figli erano sdraiati per terra, che giocavano con pietre e legnetti, alzò lo sguardo un bambino di circa un anno spingeva in un concentrato silenzio il proprio passeggino, col padre accanto che aggiustava di tanto in tanto il tiro. Alzò ancora un po’ lo sguardo: il moro di fronte era ormai anche a torsolo nudo, stava finendo la mela, anche lui la guardò, ma niente più o forse non la vide nemmeno, chissà.
Spostando lo sguardo leggermente a sinistra, alla ricerca del libro da leggere, incrociò lo sguardo dell’ennesimo gruppo di animatori che la salutarono senza preavviso, gai e abbronzati, lei veloce si coprì il viso con il libro, rannicchiandosi per prendere meno freddo, in quel anomalo pomeriggio di agosto.

Volare si può

Oggi il corriere ha portato un pacco che non avevo ordinato, ma aspettavo da tanto. Tutto è iniziato a giugno dell’anno scorso, ho scritto per un concorso una breve storia per bambini, poi del concorso non si è più saputo nulla. E con la storia pronta e niente da perdere ho pensato di mandarlo a qualche casa editrice.

La storia è piaciuta, c’era pronta un’illustratrice e il progetto è iniziato. Ora a distanza di un anno, finalmente, per La margherita Edizioni è uscito il mio primo (e spero non ultimo) libro per bambini!

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Cito dalla quarta di copertina:

“È il primo giorno di scuola. Tutto è rimasto uguale allo scorso anno. O forse no… Chi ha aggiunto delle impronte sul murales della scuola? Una delicata storia per parlare al bambino di accoglienza e di uguaglianza.”

Acquistabile dal sito de Il castello Editore

E su Feltrinelli, Ibis, Amazon, ovviamente qui hanno sbagliato il mio nome :p.