Oltre il giardino

 Cercò così un altro supermercato e cambiando strada un pomeriggio estivo incrociò un bell’uomo affascinante che viveva dietro casa sua e si stava recando al nuovo supermercato di Vicky. Trovandosi lì in un orario particolare in cui non c’era nessun altro uomo, Vicky lo salutò e provò a chiedere timorosa che lavoro facesse.
Greory era un insegnante alto e slanciato, atletico e leggermente abbronzato, sposato con tre figli, dai modi pacati, con una bella voce e un sorriso disarmante che sfoggiava raramente tra la sua barbetta brizzolata.Chiacchierarono timidamente del più e del meno e una volta tornati sul viale di casa Gregory presentò Vicky alla moglie, che nonostante fosse apparsa cordiale si fece scappare una smorfia di disapprovazione.

“Non ricordo… è da molto che siete qui?”

“Si in effetti abitiamo qui da prima di voi.” l’affermazione di Abby fece stupire Vicky, com’è che non li conosceva, non conosceva tutto il quartiere? Una volta tornata a casa chiese lumi a Jude.

“Ma Jude, com’è che non abbiamo mai frequentato i vicini che abitano dietro il giardino?”

“Tu frequenti solo le tue ex compagne di bridge, ma se vuoi ampliare i tuoi orizzonti sono favorevole, non mi sono mai stati simpatici i mariti delle tue amiche!”.

Perplessa e stupita Vicky si sentiva ancora più sola di prima. Non aveva senso tutto questo, legami di convenzione, fittizi, di comodo, che tra l’altro si doveva anche sforzare di mantenere, pena essere additata e scartata nelle cose che le piaceva fare. Certo c’era a chi piaceva questo, ma lei non era fatta così, da quando era alle medie si era sempre detta “Meglio sola che male accompagnata” e così sarebbe stato anche in questa vita.

Uscì rammaricata sul retro della casa, il sole stava tramontando e la luce rossa illuminava i profili delle piante in giardino, una strana tristezza la pervase. Organizzata o no, piena di amiche o solitaria, impegnata in mille affari o a casa coi bambini non cambiava quello che provava. Si sentiva sempre a metà, in un limbo, in bilico tra due mondi. Voleva avere tutto e riusciva ad ottenere solo la metà.
Le sembrava di non avere niente.

Perchè?

C’era rimedio a tutto questo?

Come?

Vide un sorriso dietro all’ombra delle foglie abbagliate dal tramonto, in fondo al giardino, oltre la staccionata bianca. Era Gregory che la salutava, in silenzio da dietro la finestra.

Vicky fece un cenno con la testa pensierosa e rientrò in casa.

Do you want to live this way?

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Pensiero stupendo

 “Ma come mai studia sempre attentamente le scatole dei piatti pronti e poi non le acquista mai?” chiese Paul muovendo dolcemente il suo pizzetto fulvo. Lei in preda all’imbarazzo più completo arrossì rispondendo “ E.. è che mi ispirano ma poi penso che potrei farli meglio o almeno più genuini io, e quindi desisto.”
“Fa bene” la sua risposta che appariva sincera, la sorprese. Si scambiarono un paio di sorrisi.
 Improvvisamente la spesa era meglio farla quasi tutti i giorni invece che solo il mercoledì. Non faceva niente di male infondo, chiacchierava e ammiccava un po’ come quando Giulio la corteggiava, un po’ di anni fa ormai, e questo le mancava. Le mancavano le mani sfiorate, i sussurri, ma sopratutto i complimenti celati e qualche escamotage per vedersi o parlare una volta di più. Insomma quel brio, quei brividi che una relazione stabile difficile dia, perchè la routine e il conoscersi in maniera intima rende tutto meno misterioso e nuovo. Considerando poi che da quando, abbandonato l’ambiente esterno, si era rinchiusa nel ruolo di mamma, non le capitavano neanche apprezzamenti di passanti perchè chi è che ci prova con una donna davanti ai suoi figli?E a quanto pareva non era l’unica a Revolutionary Road a sognare dei flirt, anche se c’era chi faceva più sul serio, un pomeriggio infatti trovò infatti Tilly aggrappata ad un barbuto contadino che portava la verdura al market. Non sapeva se poteva sapere di questo inciucio, ma in ogni caso Tilly aveva visto che lei l’aveva vista. Per cui rimase in attesa di una sua mossa.

Il giorno seguente mentre Paul si prendeva cura della dubbiosa Vicky, enunciando le antiche proprietà del ginseng, Tilly la prese per un braccio, tirandola nel reparto dei surgelati.

“Ascolta sono sei mesi che George dorme sul divano, non sapevo più cosa fare, non mi vuole più..” soffocò la frase in un singhiozzo, evidentemente Vicky non avrebbe dovuto sapere nulla, e non lo sapeva nessun altro.

Liberata dalla presa Vicky rifletté su che genere di amiche fossero lei e Tilly. E le altre amiche, che amiche erano? Generalmente non riusciva a stabilire relazioni superficiali fatte di cipria, collant e farina, le sue poche amiche le faceva diventare parte della famiglia. Infatti anche se non parlavano sempre di cose intime lei due o tre cose intime delle sue amiche le sapeva. Sapeva del fatto che Veronica non aveva voglia di fare sesso e lottava col marito che invece voleva farlo di continuo, mentre il marito di Maria le trattava male e nonostante lei fosse giudice di pace, non riusciva a farsi rispettare in casa. Di contro le sue amiche sapevano che il suo ultimo datore di lavoro al termine del contratto le aveva chiesto di uscire a cena, cosa che Giulio non sapeva assolutamente.

Forse avere tanti amici comportava per forza di cose avere legami più superficiali, o magari no, ma voleva dire anche gestire una mole incredibile di persone, pensieri e ricordi, date, appuntamenti e lei non era mai stata brava, pessima memoria.
Doveva farsene una ragione.

Riguardo Paul scoprì un giorno che lui curava i rapporti con la clientela in maniera alquanto artistica. Un giorno lo beccò a flirtare con la madre di due ragazzi che ormai andavano al liceo, si sentì un po’ offesa, ma non prima di scoprire che era prossimo alle nozze, questo a detta della sua capo reparto preoccupata di dover trovare un sostituto per il congedo nuziale.

 

Sogni proibiti

 …era freddo, buio e un’aria tagliente penetrava dagli spifferi della cambusa. Il mare era alla premessa di una burrasca, la schiuma tra un’onda e l’altra stava aumentando ma Frederik pensava solo ad una cosa.. il corpo sinuoso di Nora, la loro passeggera, che li avrebbe deliziati della sua presenza solo per quella tratta.
 Frederik doveva trovare un modo per avvicinarla, poter toccare quelle labbra tiepide, le guance morbide, i seni duri e alti…

i pettorali distesi abbronzati svettavano sopra Nora, tersi di sudore, l’energia andava su dal collo fino al viso teso in un’espressione persa. La bocca aperta, ansimante,…

(da Vento di tramontana – Maggie Massalini)

Tutto sommato pensava fossero tutte scemenze, ma sua sorella ci teneva tanto ai suoi romanzetti così ogni tanto li leggeva anche lei per poterne parlare insieme. Ma in realtà era facile immaginare situazioni simili senza aver bisogno di un libretto da quattro soldi, e lei lo faceva ogni volta che incontrava qualcuno di interessante, vi ricordate il vicino di campeggio? Ma anche con il padre del ragazzino al parco per esempio: avrebbero iniziato a parlare e volta dopo volta avrebbero poi organizzato un caffè e poi una volta che i bambini non c’erano, si sarebbero incontrati per caso e… in realtà non avrebbe voluto tradire Giù, era solo per dare un po’ di brio alla sua vita piatta, non era brava con misteri e omicidi per cui andava giù di cronaca rosa.
Anche se a conti fatti, questa pratica era frustrante quasi quanto non metterla in atto.
Aveva conosciuto degli altri uomini da quando si era sposata, c’era stato qualche ammiccamento che voleva sfociare in cose più serie, ma lei aveva sempre bloccato tutto prima che diventasse pericoloso perchè anche dopo tanti anni non aveva ancora trovato nessuno meglio di Giù.

Ma tornando a quel mattino, le era venuto in mente Vento di tramontana perchè se l’era immaginato così Frederik: si chiamava Paul era un giovane ragazzo dagli occhi verdi lucidi e i capelli rosso chiaro con un pizzetto particolare che accarezzava spesso, lavorata da Jose’s il market preferito di Lili.
Non si voleva illudere che la stesse guardando per motivi altri dalla semplice curiosità, ma era comunque appagata dal guardare quel corpo giovane e atletico e divertita dal vedere degli occhi fissi su di lei.
Le compere trascorrevano curiose e tranquille finchè un giorno non le rivolse la parola…